L’Ernia

ERNIA INGUINALE

L’ernia Inguinale rappresenta da sola più del 90% delle ernie addominali; compare frequentemente nei primi anni di vita o al termine dell’adolescenza (spesso congenite) per raggiungere il picco massimo nell’età avanzata ( spesso di tipo acquisita). Nel sesso femminile è di raro riscontro, mentre prevale l’ernia di tipo crurale.
Si possono distinguere tre varianti anatomiche di ernie inguinali che, in ordine di frequenza, sono: l’obliqua esterna, la  diretta e l’obliqua interna, a seconda del punto iniziale di debolezza della parete.
Il sacco erniario può ingrandirsi fino a raggiungere lo scroto ed in questo caso si parla di ernia inguino–scrotale.

Soluzioni  terapeutiche  classiche

Comprendono tutti gli interventi eseguiti attraverso l’incisione a cielo aperto o inguinotomica. Si identificano due tempi fondamentali dell’intervento: A) dissezione e trattamento del sacco B) Ricostruzione del canale inguinale.
La ricostruzione che fino agli anni 70′ avveniva prevalente con metodo non protesico (metodo Bassini-Posteski-Shouldice-Mcvay) era gravata da un consistente rischio di recidiva. Con l’introduzione di materiali protesici (mesh) e di due principali tecniche denominate Liechtenstein e Trabucco i tassi di recidiva si sono ridotti notevolmente. La protesi soddisfa quindi lo scopo di irrobustire ed integrarsi nei tessuti, ma costituisce al contempo un corpo estraneo che deve essere fissato ed alloggiato nei tessuti .
Di particolare interesse clinico sono i conflitti tra il materiale impiantato e le strutture nervose, che possono dare luogo a complicanze di natura dolorosa acuta e cronica.

Soluzioni terapeutiche laparoscopiche Mini-invasive

La tecnica laparoscopica più utilizzata attualmente è la TAPP (transabdominal preperitoneal); con questo metodo si ha la piena visione videolaparoscopica della parete addominale dall’interno, permettendo la valutazione di entrambi gli inguini e/o di patologie addominali associate.

L’accesso avviene attraverso la cicatrice ombelicale, limitando in questo modo i danni estetici. La protesi viene inserita e collocata sulla parete addominale dall’interno evitando cruente dissezioni e viene alloggiata in uno spazio denominato spazio pre- peritoneale; questo sottilissimo spazio è di per sé privo di strutture vascolari e nervose. La protesi  può essere fissata con varie ulteriori tecniche  e dispositivi. I punti metallici o spirali denominati tacks possono comunque dar luogo a lesioni di natura vascolo-nervosa.
Gli adesivi tessutali, invece, che sono delle vere e proprie colle biocompatibili, permettono il fissaggio delle protesi in maniera traumatica riducendo di gran lunga i rischi di complicanze.

Bibliografia: http://www.ncbi.nlm.nih.gov/m/pubmed/22015810/

http://www.internationalherniacare.com/wp-content/uploads/2016/04/ernia-inguinale-1.jpg
logofooter

Numero Verde

800-03-37-32

Chiama il numero verde per una comunicazione gratuita ed immediata

Continuando a navigare nel sito, scorrendo la pagina o interagendo con un qualsiasi elemento della pagina dichiari di aver completamente letto e accettato le condizioni del sito. Maggiori informazioni.

The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Close